Un nuovo trattamento per i capillari e le vene dilatate: la TRAP

Novembre 10, 20220

La TRAP (Fleboterapia Rigenerativa Tridimensionale Ambulatoriale) è una nuova metodica rigenerativa della parete venosa in grado di rimuovere gli inestetismi di capillari e vene dilatate andando ad agire sulla causa che le ha prodotte.
Questa metodica tratta l’ipertensione emodinamica dell’arto. L’iniezione tridimensionale della soluzione rigenerativa restringe e rafforza le vene rendendole nuovamente continenti. Le vene venule e teleangectasie spariscono alla vista.

A differenza della scleroterapia, delle flebectomie, della safenectomia, del laser e delle legature funzionali, la TRAP non interviene sull’effetto della patologia ma sulla causa, poiché ha come obiettivo l’eliminazione dell’ipertensione emodinamica venosa nel circolo superficiale e perforante dell’arto.
Obliterare e rimuovere le vene superficiali dilatate come fanno le metodiche tradizionali, significa eliminare la valvola di sfogo di un’ipertensione che le tecniche tradizionali non sono in grado di trattare. La rimozione e l’obliterazione della valvola di sfogo genera ulteriori vene varicose e teleangectasie. Se si persevera nell’asportare o obliterare le vene del circolo superficiale le dilatazioni (valvole di sfogo) si formano nelle vene non visibili, perforanti e comunicanti, e sono più difficili da trattare.

La patologia venosa responsabile della comparsa delle vene dilatate
Un nuovo concetto di fisiopatologia del circolo venoso degli arti inferiori ci fa comprendere che le vene varicose, le venule e le teleangectasie, non devono essere asportate, non devono essere obliterate, non devono essere legate, non devono essere bruciate, ma semplicemente rigenerate insieme alle vene dilatate e dilatabili del circolo perforante e comunicante (Rigenerazione = ripristino della forma e della funzione).
Per trattare la malattia varicosa è necessario restringere e rinforzare la parete venosa. Il trattamento non deve essere limitato a un’area localizzata. Tutto il circolo venoso è collegato. Un trattamento razionale della malattia varicosa deve rinforzare e restringere la parete di tutte le vene dilatate e/o dilatabili del circolo superficiale e perforante. I trattamenti meccanicistici non sono adeguati alla materia biologica (tanto meno se non se ne comprende appieno il funzionamento).

La meiopragia delle pareti dei vasi è alla base della malattia varicosa e si manifesta con la dilatazione delle vene perforanti a cui segue l’incontinenza valvolare, l’ipertensione emodinamica, la dilatazione del circolo superficiale e il conseguente aumento della spinta idrostatica (valore assoluto al contrario della pressione transmurale).
Nella prima figura l’insorgenza dell’ipertensione emodinamica; nella seconda figura l’aumento della spinta idrostatica (pressione idrostatica x il diametro interno della vena x 1). (Per gentile concessione del Dott. Capurro, Genova)

 

 

 

Istologia della rigenerazione della parete venosa (Prima e Dopo)

(A sinistra) Sezione istologica di pelle (fissato in 10% formalina tamponata, inclusi in paraffina e ordinariamente trattati; Weigert stain; ingrandimento 20 X). Venula di calibro medio-grande. La struttura di questo tipo di venule è caratterizzata da fibre elastiche radi – non organizzati in una vera, continua lamina elastica – nel contesto del tessuto connettivo fibroso del muro. Il vaso (visibile “in vivo” come phlebectasia) ha un grande lume eccentrico. La parete mostra uno spessore non uniforme e strati disorganizzati in diversi siti, ed è permeata da un infiltrato infiammatorio che consiste principalmente di cellule linfoidi e monociti. Il rivestimento endoteliale manca di continuità.  È visibile una microvacuolizzazione sub-endoteliale.

(A destra) Sezione istologica della pelle. Lo stesso paziente, nella stessa zona e una vena di uguali dimensioni, osservati dopo trattamento con salicilato di sodio 6% in una soluzione idroglicerica tamponata. Weigert stain; ingrandimento 20 X. La parete è di spessore regolare. Lo strato endoteliale interno è continuo. Ila parete non mostra alcun infiltrato infiammatorio.  Il trattamento con salicilato di sodio in un veicolo idroglicerico tamponata alcalino ha ripristinato uno spessore della parete uniforme, ha ridotto il calibro del lume e consolidata la struttura connettiva della parete del vaso. Abbiamo riassunto questi effetti con il termine “rigenerazione“. (Dr. Angela Sementa , Istituto Gaslini, Genova)

Quante sedute sono necessarie?
Vengono effettuate un numero di sedute che variano a seconda del grado di patologia e della responsività al trattamento da parte del paziente. Possono effettuarsi dalle 2 alle 5 sedute per vedere dei risultati soddisfacenti ad intervalli variabili. Dopo il trattamento si effettua un bendaggio elastico per alcuni giorni e successivamente viene prescritta una calza elastica.

Chi non può sottoporsi alla TRAP?
Coloro che sono affetti da patologie autoimmuni con un aumentato rischio trombotico, donne in gravidanza.

Casi clinici

 

 

 

 

 

 

 

 

Per gentile concessione del Dott. Capurro

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